martedì 10 luglio 2012

Danza d’Oriente, Danze d’Egitto

Heshk Beshk 2012, Shereen © Luca Ferrari



“Per me la Danza Orientale è tutto. È amore, gioia, felicità, dolore, passione, liberta, poesia, disciplina, rifugio, terapia, meditazione” racconta la danzatrice di origine bulgara Evelina Papazova, poco prima della sua performance alla III edizione del Festival Heshk Beshk. “La Danza Orientale è un mondo fantastico e immenso che mi permette di vivere, di liberare ed esprimere tutte le mie emozioni, e me stessa. È una scuola di vita. Per me è la vita. La mia vita”.

Venezia e l’Oriente. L’Oriente e Venezia. Ancora una volta il sodalizio continua. Passano i secoli, le ideologie e le correnti politiche, ma la cultura prosegue nel suo viaggio di unificazione. C’è un filo invisibile (interiore) che collega le tradizioni di mille e più popoli, e che ogni danzatrice ha il privilegio di interpretare e far sgorgare dal proprio essere.

Non solo la laguna e le isole celebrano il sodalizio culturale con la Danza del Ventre, ma anche la terraferma veneziana è sempre più protagonista. E a Mestre, il NH Laguna Palace Hotel ha fatto da anfiteatro a una nuova performance dell’Heshk Beshk Festival (5-8 luglio 2012). Una quattro giorni dove, tra workshop, competition e spettacoli, sono confluite culture, stili e tradizioni, il tutto incarnato da professionisti giunti da ogni angolo del pianeta, inclusa Malesia, Stati Uniti, Russia e una nutrita e variegata rappresentanza europea (Italia, Francia, Svezia, Repubblica Ceca e ancora altro).

Se le maggioranza delle protagoniste intervenute appertengono al gentil sesso, dove spiccano le importanti presenze di Randa Kamel, la stella del Cairo, Yasmina, colei che aprì la prima scuola di danza egiziana in Irlanda nonché danzatrice dello Zooropa Bellydancer Tour (1993) della nota rock band U2, passando poi per la scandinava Hanan e il suo gruppo, fino alle presenze nostrane di Valentina Mahira, Chiara Ferrari, Cinzia Bonato ed Emanuela Camozzi, fondatrice e Presidente dell’Associazione Eshta Centro di Danza Orientale di Mestre (Ve), organizzatrice insieme a Wael Mansour, del festival. Più limitata, ma di primissimo spessore la presenza maschile, con Yousry Sharif, fondatore dell’Egyptian Academy of Oriental Dance, il grandissimo Tito Seif, il cantante-ballerino Yasser Alsweryy, euno dei pochi esponenti maschili della danza orientale in Italia, Faren Ben Azira.

“La danza del ventre mi ha subito conquistata, e da quando ho iniziato a insegnare è diventata la mia professione perché credo che insegnare questa forma d’arte sia un grande privilegio e una responsabilità che è mio dovere fare al massimo delle mie capacità” confida Cinzia Bonato, laureata in arabo, “La danza orientale è la maggiore forma di espressione per la mia anima. Grazie a questa pratica ho scoperto molti aspetti del mio carattere, e ho imparato ad amare e ascoltare il mio corpo”.

Assistere a una performance di danza orientale non è solo vedere una donna o uomo che si muove, trascinato dalle onde sonore di una melodia. Interpretano con le mani, i piedi e gli occhi. Ogni performance vive di natura propria. Ogni esibizione, anche della stessa protagonista è come un granello di neve. Non è replicabile. Non ci sarà mai un’esibizione uguale a un’altra. Molte delle protagoniste arrivano alla Danza Orientale via danza classica, ma a parlare coi protagonisti si scopre che i “blocchi di partenza” hanno la natura più diversificata. Un elemento però sembra accomunarli tutti. Quando la scoprono, si applicano. C’è studio, tenacia e passione.

“Mi sono avvicinata alla danza orientale da piccola, quando andavo all’asilo. Studiavo danza classica, poi più tardi, durante l’adolescenza, danza moderna e jazz. Ma già da allora avevo un sentimento diverso per le melodie orientali che sentivo spesso nel mio paese” racconta Evelina Papazova, “la Bulgaria ha una forte influenza dalla Turchia, essendo stata sotto l’Impero Ottomano per cinque secoli. A parte il nostro bellissimo folklore, esiste una forma di ballo che ricorda molto la danza orientale per le movenze del bacino e i ritmi dal sapore orientale, però spesso ripetitivi e monotoni. Sono stata la prima del mio paese che nel 2005 ha cominciato a insegnarla e diffonderla. Ho la scuola a Sofia, ma faccio workshop intensivi anche in altre città del paese. Per il 2013 sto organizzando il primo festival di danza orientale in Bulgaria”.

La carovana della Danza Orietale riprende il suo viaggio. Destinazione, ovunque.

Heshk Beshk 2012, ensemble Eshta © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Anna Borisova © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Brancy © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Azira Imman © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Bellymoon ensemble © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Bellymoon ensemble © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Cinzia Bonato © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Elisa Martini © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Evelina Papazova © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Evelina Papazova © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Hanan © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Hanan © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Olesya Pisarenko © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Randa Kamel © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Randa Kamel © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Samara Salah © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Samara Salah © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Semsemah © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Semsenah © Luca Ferrari

Heshk Beshk 2012, Yasmina © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, Emanuela Camozzi © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, gruppo Hanan © Luca Ferrari
Heshk Beshk 2012, vincitrici del concorso © Luca Ferrari

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