giovedì 30 agosto 2012

Afrodite nell’Esilio, Arte e Femminilità

la maestra-coreografa Larissa Vesci
Danza, arte e sentimenti. La danzatrice ispanico-venezuelana Larissa Vesci porta on stage il mito di Afrodite tra bellydance, famenco, Bollywood e fusion.

di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer

“... Non mi puoi accarezzare con le tue mani né puoi scalare le mie montagne con le tue dita, o bere dai fiumi e mari del mio corpo con la tua dolce bocca. Però puoi ubriacarti con la danza dei miei sensi. Baciarmi e abbracciarmi con il cuore e attraverso le lettere della tua poesia”, così parlò Afrodite. Così la danzatrice di origine venezuelana Larissa Vesci riporta le parole della Dea dell’Amore in occasione di Afrodita en el exilio, performance collettiva capace di unire Danza, Teatro e Poesia.

Il movimento d’ali di un pettirosso nel silenzio di una valle sterminata. Il fragore cresce istante dopo istante. Irrompe la creazione. Le nuvole si affiancano. Esplosioni di luce s’insinuano dentro e fuori cascate. Più simili a vulcani, ma senza la noia della lava incandescente. Scie da cavalcare come sul dorso di Falkor, il soffice FortunaDrago della Storia Infinita. E così è stato. Non ho scritto nulla di nuovo. O quasi. A dispetto delle mie Burtoniane scarpe lasciate e appese chissà dove, mi sono solo lasciato guidare. Incantare.

Afrodite nell’Esilio - Afrodita en el exilio” è una performance di danza e teatro. Di radici orientali, che nasce dal concetto di Arte e femminilità, ideata dalla ballerina, coreografa e maestra Larissa Vesci. In questo show si presenta l’archetipo della dea dell’amore e della bellezza. “Quella che sorge dalla schiuma” e “Quella che viene nel tramonto”, ossia Afrodite Urania e Afrodite Pandemos sublimate attraverso il Belly Dance, il Flamenco Zingaro (Gypsy Flamenco), Bollywood, l’Oriental Fusion e ovviamente la poesia, focalizzata sui tre grandi amori di Afrodite: gli dei Efesto e Ares, l'umano Adone.  

Sabato 13 ottobre dunque, presso il teatro di Miraflores de La Sierra (Madrid, Spagna), la danza si plasmerà nell’intima ed elegante scenografia di Virna Guarnaschelli. Uno spazio dove si alterneranno esperti artisti nel campo della Danza Orientale, a cominciare da Zuel, nella triplice veste dei tre amori della Dea; l'esperta danzatrice Celia Rashmi, che rappresenta Afrodite Urania e l’organizzatrice stessa, Larissa Vesci (Afrodite Pandemos), che ha così spiegato la propria visione del supremo sentimento: Per me l’amore è trasformazione, alchimia. Se l’amore ti raggiunge e non ti trasforma, non è amore. Il vero amore è un fuoco interiore che trasforma anime e corpi. L’amore dice sempre la verità. Bisogna credere nell’amore”.

Nella mia vita il Flamenco arrivò prima della Danza Orientale. Un soffio che sfiorò appena la mia penna. In una fredda mattinata del dicembre 1998 a Milano, assistetti per caso a una lezione di questa danza. Accompagnavo due amiche. Qualcosa mi spinse a scrivere anche allora, inzuppando il testo di parole spagnole tale era stato il contagio visivo.

Anche il titolo fu in lingua iberica: Flamenco (oda a verdareda natualidad femenina). Una poesia che sarebbe stata pubblicata tre anni dopo nel mio secondo libro, Ho scelto il blu per colorare l’anima (Edizioni Lo Spazio, 2001). Quel frammento ha continuato a girare. E ora sta arrivando. Sta facendo ritorno nella sua terra natia. Oggi quelle parole che hanno navigato per anni si sono finalmente ricongiunte. 

Nacchere di tuono. Nell’inverno metropolitano i torrenti riflettono la neve in modo differente . Anche se i cigni continueranno a non saper danzare e gli struzzi a non volteggiare, i passi sanguigni della propria irruenta libertà si sono appena abbandonati allo spartito più umanamente condiviso … aggiungo una voce… l’eco emerge dal rimbombo. Non ho nulla da nascondere questa mattina. Sono qui esattamente come mi vedete. E mentre i fulmini continueranno a spartirsi il resto delle nostre paure, le linee tracciate dalle nostre più dolci emozioni, libereranno stelle con cui comunicare la storia dell’io più profondo”.

Nel mio ventre porto in gestazione la danza di tutti i tempi, la Danza della Vita”, Afrodite.

Larissa Vesci
Zuel
Celia Rashmi
Afrodite nell’Esilio - Afrodita en el exilio

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