lunedì 13 agosto 2012

Danze parlanti, poesie danzanti

(da sx) Francesca Calloni, Emanuela Camozzi e Cinzia Bonato © Luca Ferrari
Danza Orientale e Poesia. Insieme. Il sodalizio continua. “Le parole possono danzare e la danza può parlare".

di Luca Ferrari

Uno spettacolo di Danze Orientali che si muove tra le poesie di Luca Ferrari che, intercalate alle performance delle associazioni Contaminadanza, Bellymoon e Dararaqs, offrono uno sguardo diverso su questa danza. Inizia il viaggio. Domenica 19 agosto, nella cornice della Rocca dei Tempesta (Contrada Ca' Matta) a Noale (Ve), all’interno del festival musicale rassegna Rospi in libertà, la magia sale on stage.

Start the Dancing...

La danza orientale ancora protagonista. E questa volta va oltre. Si unisce a un’altra espressione artistica. Una danza però che patisce ancora l’eccessiva ignoranza machista del Belpaese, incapace di staccarsi da una mentalità che ormai dovrebbe appartenere ai secoli additero, e invece è ancora cultura imperante in molte realtà. Nei mesi scorsi la Danza Orientale è stata vigliaccamente attaccata dalla stampa locale con un articolo fazioso, e atto a sminuirla senza la benché minima conoscenza della materia, ma basandosi solo ed esclusivamente sull'ignoranza di certe figure istituzionali.

E se le danzatrici risposero a tono, la questione ha trovato spazio anche sul libro Belly Roads, la cui penultima composizione, Universalmente tzigani, prende di petto la questione: - l’idoneità al decoro e al pudore è stata decisa da procacciatori di moralismi della domenica infarciti della preistoria più ignorante/…. non lo vedete che ogni Vostro movimento è un’accusa alle loro ripercussioni?/... sui colori della pelle non v’è traccia delle differenze esibite in gonfaloni dall’elmo così medievalemente trapassato -. La Danza Orientale è qualcosa che va sentito dentro. “Le parole di Luca sono scaturite dalle danze che ha potuto assaporare in questi anni, e così le danze rivivono in quelle parole e allo stesso tempo le ritrasformano, creando così qualcosa di nuovo e in continua mutazione/maturazione a creare nuove danze e nuove parole per descriverle” conclude l’organizzatrice.

E in totale sintonia con quanto scritto, domenica 19 agosto, l’autore di Belly Roads, dopo che avrà assistito alle performance di Francesca, Emanuela, Cinzia e rispettivi gruppi, scriverà un nuovo testo lì, sul momento, e che a fine serata sarà donato alle danzatrici “…qualcuno direbbe  che sto ancora guardando la vita dalla cima di quell’albero ma io vorrei che mi spiegaste come si fa a saltellare tra un piede e una cometa lassù/… e una ragazza infine disse, ora posso immaginarmi meglio un angolo di paradiso...” Pronto a rimanere senza cannocchiale (Belly Roads, 2012)

Heshk Beshk Festival 2012, Cinzia Bonato e la Bellymoon ensemble © Luca Ferrari
Heshk Beshk Festival 2012, Cinzia Bonato e la Bellymoon ensemble © Luca Ferrari
Heshk Beshk Festival 2012, Cinzia Bonato  © Luca Ferrari
Heshk Beshk Festival 2012, Emanuela Camozzi © Luca Ferrari
una performance solista di Emanuela Camozzi © Luca Ferrari
Emanuela Camozzi e le sue allieve durante un'esibizione © Luca Ferrari
Turkish Delight show, Francesca Calloni © Luca Ferrari
la danzatrice Francesca Calloni
la danzatrice Francesca Calloni

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