sabato 13 ottobre 2012

Khaled Night Show

Khaled Mahmoud
“Tutte le persone che amano la danza di Khaled Mahmoud, restano innamorate del suo modo così sensibile, umile e umano di saper insegnare. Di saper trattare i suoi studenti” inizia così il sincero racconto di Emanuela Camozzi, all’alba del Desert Night Show, evento/fine settimana di workshop e un unico spettacolo che si terranno presso l’auditorium Cardinal Urbani (via Visinoni, 4/c), a Zelarino (Ve). 


“Seguo gli insegnamenti del maestro Khaled all'incirca dal 2006, da quando ho iniziato con costanza a lavorare solo con maestri egiziani” continua la danzatrice, “Il giorno dopo della fine della prima edizione del festival Heshk Beshk (luglio 2010), con Khaled è scoppiata una vera e propria scintilla d’amore per la sua danza. Per i suoi insegnamenti. Per il suo modo di esprimere la sua arte”.

Weekend veneto dunque, all'insegna della danza orientale. Mentre i workshop (h. 14-17) si terranno sabato 13 (Oriental, tecnica e coreografa, livello avanzato, nello stile speciale e unico di Khaled) e domenica 14 ottobre (Ghawazee, tecnica e coreografia studio di folklore livello intermedio), i riflettori del Desert Night Show scatteranno alle h. 21 di sabato 13.

Insieme al maestro Khaled Mahmoud, con la direzione artistica di Emanuela Camozzi coordinatrice del Dararaqs Oriental Dance Studio, si esibiranno le danzatrici della Dararaqs Company, Gloria Vettorello, Cinzia Bonato e BellyMoon Ensemble, Francesca Calloni e le danzatrici di Contaminadanza, Camilla Lombardi, Kitija Purmale, Ingrid Zorini, Angela Jasmine, Annalisa Costa, Elettra Amensis, Monica Bellunato, Evi Innocentin e il gruppo Oriental Fusion, Lara Farah, le danzatrici di Le Mille e una Notte e ancora molto altro.

“In quel binario della stazione di Mestre, mentre Khaked aspettava un treno che l’avrebbe portato a Torino per un lavoro, mi presi coraggio e gli dissi con il mio disastroso inglese che un giorno, quando avrei parlato un po' di inglese gli avrei spiegato tante cose, di cosa provassi mentre guardavo la sua danza. Lui semplicemente mi rispose che non servivano parole né in inglese né in italiano.

Lui aveva già capito dal mio sguardo” racconta dolcemente Emanuela, “un pianto a dirotto sciolse tutta la mia tensione di quel momento. La timidezza nel mettere a nudo i miei sentimenti. Lacrime di malinconia. Di nostalgia per 4 giorni da favola vissuti con la Sua danza durante Heshk Beshk. Un momento davvero triste perché non sapevo quando l'avrei rivisto.

Da li capii che questo maestro oltre a una tecnica eccellente mi trasmetteva molto altro. Un qualcosa che nasce dal cuore e viene trasmesso attraverso dei movimenti. Senza l'uso di effettive parole. Oggi, quando insegno, quando danzo, quando creo coreografie, le sue parole sono scolpite nella mia mente e spesso riporto i suoi preziosi insegnamenti alle mie allieve”.

(in senso orario) Ingrid Zorini, Gloria Vettorello, Khaled, Emanuela Camozzi e Sabina Filippetto
la locandina dell'evento

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