mercoledì 24 ottobre 2012

Nomad Dance Fest 2012, le poesie di Belly Roads

il libro Belly Roads al Nomad Dance Fest
La storia millenaria della danza orientale si fonde con la poesia rock.
di Luca Ferrari, ferrariluca@hotmail.it
giornalista/fotoreporter – web writer
 
"Ho lasciato carta bianca ai miei pensieri per raccontare le movenze degli spiriti gitani. Ho fatto il ritratto a cieli andalusi al ritmo innalzante del flamenco. Mi sono fatto tramandare ninnananne della tradizione berbera fino a risvegliarmi oltreoceano, neo membro della carovana del tribal bellydance.

Ho assistito alla nascita di contaminazioni asiatico-balcaniche, scoprendomi in prima linea nel linguaggio più scenograficamente moderno di Bollywood. Tutto questo è la Danza Orientale, che alla stregua di cantautori/band immortali come Bruce Springsteen e i Pearl Jam, è capace di unire più generazioni. Così come fecero i simpatici fratelli indiani Sunny e Suresh Singh, dal palco della II edizione veneziana del Silk Road Festival, carismatici nell’ispirare e far ballare un pubblico felicemente eterogeneo. Chi seduto. Chi in piedi. Tutti comunque, insieme.

È la parte finale dell’introduzione di Belly Roads – parole di danza, sentieri d’Oriente (2012, Granviale Editori), libro di poesie realizzato dal giornalista/scrittore Luca Ferrari (Venezia ’76), alla sua settima pubblicazione. Un viaggio questo nell'ispirazione della danza orientale iniziato nel 2005, durante la prima intervista al Gruppo Shams al Lido di Venezia. 

27 i testi presenti, risultato di un linguaggio immediato e visivo, consanguineo delle lyrics rock americane (come lo stesso autore sottolinea), e plasmato sulla cultura multietnica bellydance che ha ispirato ogni singola composizione con i movimenti, le coreografie e le parole delle protagoniste. Degna apertura, la copertina specificatamente realizzata per il libro. Il disegno di una danzatrice realizzato dall’artista e danzatrice siciliana Viviana Ammannato.

“sapevo che avrei pensato a un epilogo celestialmente perfetto, ma poi avrei comunque sorriso/… Il sangue è imperturbabile/ Uno scirocco chiacchierone è rimasto indietro/ Gli zoccoli hanno rinunciato alle pareti/ … Nessuno ci ha mai chiesto fino a che punto potessimo restare divisi dalle maree” Sentimenti roboanti, Guerriere di luce  - Belly Roads … parola di Danza, sentieri d’Oriente (Granviale Editori, 2012).

Dopo il battesimo tenuto alla terza edizione dell’Heshk Beshk Festival e le successive presentazioni a Venezia con spettacolo danzante e in occasione del festival Rospi in Libertà a Noale (Ve) per una serata fusion tra performance delle associazioni Contaminadanza, Dararaqs e BellyMoon con lettura di sottofondo delle poesie, l’autore sarà di scena sabato 27 ottobre (h. 18) a Milano, nella prestigiosa cornice del Nomad Dance Fest, evento organizzato  dalla danzatrice e insegnante di danze Nomadi e Indiane, Maya Devi Mudra

Insieme a Luca Ferrari e il responsabile della Granviale Editori, Giacomo Baresi, sul palco ci sarà anche Jamila Zaki, pioniera della danza orientale in Italia, e dalla cui penna è sgorgata una delicata prefazione del libro, in perfetta sintonia con le poesie.

“l’antica femminilità ha preso forma in un nuovo movimento moderno/… il tratteggio di una dolce oscurità aperta è sprofondato nella comunità di un bagliore mutevolmente perpetuo”, La tribù dei colori mescolati - Belly Roads … parola di Danza, sentieri d’Oriente (Granviale Editori, 2012)

Gruppo Shams, (da sx) Khalida e Monica Zacchello © Luca Ferrari
i saluti di fine spettacolo organizzato dall'allora Associazione Eshta © Luca Ferrari

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